Grave perdita per la Fondazione
Sabato 19 dicembre 2009 è deceduto Guglielmo Guglielmini.
Guglielmo, oltre ad aver ricoperto importanti cariche all’interno della Organizzazione Sindacale in cui militava (Coordinatore Generale della Uil Lavoro fino al 1996) è stato Co-Fondatore, Socio Onorario e Consigliere d’Amministrazione della Fondazione Prof. Massimo D’Antona, intuendone fin da subito sia i profili politici che le potenzialità.
Il collega Consigliere, Fabrizio Di Lalla, ha scritto al caro Guglielmo, a nome di tutto il Consiglio d’Amministrazione e degli Amici tutti della Fondazione, un ultimo messaggio di saluto che riportiamo integralmente.
Claudio Palmisciano
Presidente |
L'ultimo saluto a Guglielmo GUGLIELMINI
Ho da poco ricevuto la triste notizia della scomparsa di Guglielmini e confesso di essere stato preso a tradimento. Può anche apparire incredibile, ma l’evento è stato del tutto inaspettato. E questo perché pur sapendo che nella eterna lotta tra noi e la natura e il tempo non abbiamo il minimo scampo, tuttavia, da sempre ci illudiamo che non sia così e che soprattutto verso la nostra persona e i nostri più grandi affetti questi elementi feroci e irrazionali possano avere un po’ di pietà e qualche titubanza che li costringa a ritardare il loro compito. Quando l’evento accade, ci rendiamo conto dell’illusione e proviamo il dolore tanto più grande quanto più amiamo la persona colpita.
Per fortuna abbiamo da contrapporre a questa illusione svanita, un’altra tutta nostra, non condizionata da fattori esterni in quanto parte integrante del nostro intimo, della nostra anima: il ricordo. Che nei suoi confronti sarà indelebile, perché intenso è stato il rapporto, quasi un’affinità elettiva, immensa l’amicizia.
Apparteneva a un manipolo di uomini che introdusse nel nostro ministero il sindacato confederale, anziché percorrere la facile via del sindacalismo autonomo, allora imperante nel pubblico impiego, costituito da una miriade di associazioni che avevano disgregato il senso dell’interesse generale per privilegiare il particolare, addirittura la qualifica, dando alla controparte un potere incommensurabile. La sua scelta era consequenziale al suo modello di vita che aveva due grandi riferimenti: la probità e la solidarietà. E il consenso alla sua azione arrivò presto e in modo massiccio. Un sentimento che andava ben oltre le sigle associative e l’ambito sindacale.
E pensare che a una valutazione superficiale sembrava un uomo normale, dall’aspetto quasi banale. Mai alla ricerca di visibilità, giacca e cravatta e quest’ultima tenuta sempre in modo impeccabile anche nella canicola romana. Nella realtà una mente raffinata che sapeva prevedere e anticipare e una forza di volontà non comune. Eravamo diversi in apparenza, lui sempre nella norma, chi scrive a volte imprevedibile e in qualche caso anche un po’ guascone, ma a un esame più attento avevamo comuni valori e comuni obiettivi.
Il mio ingresso nel sindacato fu idealmente dovuto alla sua figura e a quel che di positivo rappresentava e il mio consequenziale impegno nel settore mi consentì di lavorare al suo fianco e l’ho sempre considerato un onore. Anche quando a volte siamo stati su fronti opposti, ma questo era il bello della dialettica sindacale nella sua stagione più esaltante e irripetibile soprattutto se visto con la realtà odierna non certo esaltante, la nostra amicizia non è venuta mai meno e il mio rispetto per un uomo che mai si è speso per se stesso, sempre per gli altri.
Negli ultimi tempi aveva dato tutto se stesso per superare i tanti ostacoli per la nascita della nostra Fondazione e nel consiglio d’amministrazione il suo operare ha avuto sempre come obiettivo il bene della categoria e dei colleghi più bisognosi.
Per questo sono certo che il mio dolore non è isolato ma comune a quello di tanti.
Dopo un impegno durato quasi un’esistenza è il momento del giusto riposo.
Ciao Guglielmo, riposa in pace.
Roma, Dicembre 2009
Il tuo Fabrizio Di Lalla